Eterodossia

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Mail Art

Arte postale coscienza di un abbraccio universale

wsimag.com

Arte comunicata, arte donata, un gesto di generosità, un’opera d’arte è sempre grande al di là delle sue dimensioni. La Mail Art implica “un’armonia con il mondo esterno, l’amicizia con le altre persone, la comprensione della loro umanità, l’accettazione del mondo e una profonda gratitudine nei confronti dell’intero universo …” citando il filosofo belga Guy Bleus (1).

Quest’arte vuole raggiungerci, condividere, stabilire contatti, comunicare pensieri, programmi, progetti, a volte è desiderio ludico oppure vuole provocare e denunciare. L’arte che viaggia per posta è un contenitore sensibile d’idee innovative. La Mail Art è un movimento artistico fondato sullo scambio; nacque inizialmente basandosi sull’utilizzo del sistema postale. Dagli anni '50 ad oggi, si è evoluta adattandosi ai nuovi media di trasporto e comunicazione. Gli artisti usano svariati mezzi per scambiarsi arte tra di loro, come posta, telegrafo, telex, fax, telefono, computer, ecc. Padre riconosciuto della Mail Art è Ray Johnson che a sua volta fu influenzato da gruppi precedenti come il Futurismo con i collaggi postali di Ivo Pannaggi (1920), i Dadaisti e i contemporanei del gruppo Fluxus di cui la Mail Art inizialmente faceva parte. Nel 1962 Ray Johnson dopo aver inviato per posta le sue opere-messaggio in tutto il mondo fonda la New York Correspondance School of Art, “come in una danza”, una scuola virtuale dove gli studenti simbolicamente sono i corrispondenti. Ben presto si forma una rete artistica internazionale dove ognuno cerca di sviluppare un proprio linguaggio utilizzando differenti media, come francobolli, buste, timbri, adesivi, ecc. Precedenti tracce di arte postale realizzata da Ray Johnson, si possono ritrovare già agli inizi degli anni '40.

La prima mostra di Mail Art ebbe luogo al Whitney Museum di New York nel 1970, da allora, innumerevoli si sono susseguite nel mondo intero, in sedi prestigiose ma anche nei luoghi più impensabili, come abitazioni private e uffici. La caratteristica più importante della Mail Art è la comunicazione, infatti, tende per natura a instaurare un dialogo. Le opere possono essere realizzate in forme diverse come francobolli d’artista, cartoline, buste, copy-art, video arte e audio arte, libri d’artista, fotografia e giornali. Per la grafica e i collage, il formato di un foglio A4 è quello più utilizzato dagli artisti, facile da spedire, poco ingombrante e più sicuro. Un’opera di Mail Art può essere stampata o fatta a mano e si possono utilizzare materiali e tecniche diverse, si può inviare integralmente o in parte.

Per Mail Art s’intende un'opera realizzata con qualsiasi tecnica, senza limite di dimensioni se non quelle “postabili”. MAIL= POSTA / ART=ARTE, arte che viaggia per posta. Dal punto di vista economico la Mail Art, (arte dell’interscambio o arte – scambio, arte per posta) non ha finalità commerciali, è un circuito artistico internazionale multimediale, che opera al di fuori dei canali tradizionali dell’arte. Gli artisti postali superando la triade (galleria-critico-mercante), diffondono la loro arte non attraverso i canali ufficiali, ma attraverso una rete globale "alternativa". L’arte postale mette l’accento su un metodo di scambio primitivo quello del “baratto”, rigettando quello classico e consolidato del "denaro". Per questa sua specificità, l’arte postale è considerata “idealista”. Tra gli artisti che operano in questo settore, esiste un tacito patto, l’informazione deve essere reciproca. Essendo soprattutto concettuale e idealista, mi piace pensare che sia l’arte dell’urgenza e del rischio, aperta alla sperimentazione, un’arte che combina tradizione e modernità. Penso che parte del suo fascino derivi dal suo essere effimero e precario, tendenzialmente anarchica e liberatoria, che la colloca fuori dall’arte ufficiale e dal mercato.

La Mail Art ha caratterizzato il XX secolo, oggi interessa le università, i musei, le istituzioni, i comuni, è un’esperienza d’arte comportamentale, ma anche "luogo d’incontro" tra artisti di diverse classi sociali, culture lontane, fasce di età differenti e varie ideologie. E' un network internazionale al quale aderiscono artisti di tutto il mondo, che attraverso essa superano le barriere ideologiche, socio-culturali e geografiche. Quando parliamo di arte postale, dobbiamo pensare a una “rete” o “a mail art network ” non organizzata dove ogni artista ha una sua propria mailing list che con il tempo e attraverso gli scambi va a incrociarsi con quella di altri artisti formando così tutti insieme, un “abbraccio globale”, il circuito internazionale della Mail Art. Questa forma d'arte può essere considerata come ciò che unifica ed elogia “la diversità” offrendosi come opportunità per una grande comunità, dove l’artista preserva la propria identità e individualità pur facendo parte di un movimento internazionale; inoltre, contribuirà al superamento dell'isolamento e dell'alienazione che spesso affligge l’artista, infonderà quell'emozione unica e sconvolgente di lavorare con migliaia di artisti, per un’esperienza e una sensazione propria all'evoluzione dell'arte.

I progetti possono essere ludici, sociali, politici e di attualità. La maggior parte di quelli che circolano nel mondo è dedicata a temi come la pace, i diritti umani, la lotta contro i soprusi. Sono tutti progetti che viaggiano per posta, dignitosi e discreti. Attraverso la Mail Art, gli artisti aderiscono a progetti internazionali a tema, svincolati da mode e concetti pre-costituiti ma anche senza condizionamenti di critica e di mercato, in totale libertà tecnica ed espressività. La parte più affascinante, a parte la gratuità e il non pretendere una risposta, è la volontà di comunicare i propri pensieri, le proprie idee, le proprie emozioni, le proprie paure e gioie con amici e sconosciuti dell’intero pianeta. E' un grande insegnamento di democrazia, tutti possono partecipare e tutte le opere sono esposte.

La Biennale di Londra 2014 fa della Mail Art una protagonista. Pollination è il termine per definire tutti quegli eventi che si svolgono in altre parti del globo contemporaneamente all’evento "impollinant" che è la London Art Biennale, il cui fondatore e direttore è David Medalla. Pollination racchiude svariati progetti e si protrarrà fino all'1 luglio, termine di chiusura della stessa. La sede è in Soho Square a Londra, luogo di raduno per i LBA (London Biennale Artists) e tutti gli artisti che vi hanno aderito. Per l’inaugurazione, i partecipanti si sono presentati muniti di matite, penne, fogli da disegno, cineprese e macchine fotografiche per celebrare e documentare l'evento, e per tutta la durata saranno presentati eventi, conferenze e dibattiti sull’arte, la Mail Art e gli obiettivi della London Art Biennale, tra i quali Do it yourself, free art festival. Mappe, labirinti e misteri, sono temi interconnessi alla manifestazione.

Particolare interesse ha destato il progetto Pollination in Belgio, organizzato da Manifesto Brut e curato da Rino Telaro e Michaël Beauvent, in collaborazione con il centro letterario e artistico Acrodacrolivres di Bou Bounoider. “La non discriminazione è propria della Mail Art, principio che si riscontra anche nel Manifesto Brut insieme ai principi di libertà, di condivisione, di collaborazione, di universalità, di diffusione dell’informazione e della comunicazione. Il Manifesto Brut è un movimento fuori sistema, alternativo al mondo dell'arte e al suo mercato attuale”. Le opere di circa settanta artisti internazionali con più di centocinquanta opere hanno dato vita a questo particolare evento che è iniziato l'1 maggio nei locali di Acrodacrolivres, a Tilly (Villers-la-Ville), Belgio, e terminerà l'1 luglio 2014.

L’esposizione Murales per studio.ra – Pollination, curata da Raffaella Losapio, racchiude un evento di Mail Art che ha impiegato la rete e i media, dove gli artisti sono stati invitati a partecipare a un ipotetico “Murales”, un’installazione site specific di Street Art collettiva itinerante (dipinto, graffito o testo) posizionato sull’impalcatura della palazzina dove risiede studio.ra. La risultante documentazione è stata raccolta in un cd rom, ed è stata discussa e proiettata il 6 marzo 2014 sui muri interni dello studio.ra a Roma, divenendo l'1 maggio un’iniziativa di Pollination London Biennale 2014. Il 6-7 giugno 2014, i “Murales per studio.ra”, saranno visibili a Londra negli spazi di Euroart Studios e in contemporanea presso lo studio.ra a Roma saranno presenti gli artisti indipendenti di Euroart Studios di Londra. Il cd contenente traccia dell’evento è conservato in archivio, in attesa di nuovi sviluppi. La documentazione è disponibile sul sitowww.1fmediaproject.net

Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/pages/London-Biennale/724512040911236
http://www.manifestobrut.org/exhibitions/category/6-london-biennale
http://acrodacrolivres.be/exposition-mail-art-pollination/

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IL MAGMA DI ROCCAMONFINA COPRE LA “MENZOGNA”

 

Quest’anno in controtendenza con la crisi generale si è avuto un notevole fermento nel campo artistico, in quest’ambito si è inserito il vernissage “La Menzogna”, al Museo Magma in via Roma a Roccamonfina.

 

Brunella-image001In un momento in cui l’artista è costretto spesso a fare i conti con compromessi per ottenere uno spazio espositivo, nella speranza che il  suo prodotto possa incontrare il gusto e il desiderio dell’acquirente, entrando così a far della spirale che “graffia” l’arte nel suo passaggio nell’ingranaggio. Certo questo è l’aspetto che evidenzia il lato peggiore del sistema, in cui i liberi impulsi si conformano alle richieste del mercato.

 

Il Manifesto Brut si contrappone a questo “schiacciamento”, certo che le cose possano e debbano cambiare e ci prova, attraverso coloro che si esprimono liberamente incuranti delle regole di mercato, ci provano per non accettare una costrizione in cui s’ingabbia l’estro o si accetta di essere  dimissionari rispetto ad un mandato naturale.

 

In realtà la condivisione e l’amore per l’arte è stato superato dall’individualismo e dalla competizione. Sempre di più si manipola ogni espressione, mortificando la purezza dell’espressività e l ‘immediatezza  della  forma.

Il Manifesto, annuncia la nascita di un movimento, il Movimento Brut ( il ritorno alle origini ) alla possibilità di fare cio’ che si è e, di essere cio’ che si produce.

Brunella-image002Il Manifesto Brut si prefigge tre obiettivi: l’indipendenza e libertà dell’artista; lottare contro l’avanzata di un mercato dittatoriale; rendere gli spazi espositivi democratici; contrastare la menzogna; e privilegiarne la condivisione.

Del testo critico si è occupato Emiliano D’Angelo e l’intervento sulla Menzogna è stato di Hugues Henry.

Curatori i grandi maestri: Rino Telaro e Michael Beauvent.

Tra gli artisti che hanno esposto: Michael Beauvent, Elena Patrizia dell’Andrea, Mauro Kronstadiano, Benoit Piret, Andrea Clanetti, Peppe Esposito, Pino Lauria, Angelo Riviello, Anna Colmayer, Luc Fierens, Eric Legrain, Roberto Scala, max Coppeta, Bernd Keller, Fred Michiels, Irina Danilova, Stefanie Krings ;Maya Pacifico, Rocco Sciaudone, Rino Telaro.

Noi crediamo che questo Manifesto sia più che un tentativo di ritornare alla cultura dell’Arte, quello che nello spirito del pittore, come del poeta, non accetta correzioni,  perché ha l’identità dell’animo libero che si muove per mezzo di colori e forme o, pensieri.

Il futuro dell’Arte è nella speranza di vernissage come quella di Roccamonfina.

A tutti va il ringraziamento non solo di quanti amano l’Arte ma di quella parte di umanità che riconosce il valore dell’ autenticità dell’espressione come unica forma d’Arte.

Arte libera, incondizionata, che si colloca in uno straordinario progetto internazionale quello del Manifesto Brut, che avrà pari, nel momento in cui ritornerà con la sua carica di verità e di purezza, al prossimo appuntamento.

 

a cura di Brunella Postiglione (www.donnafashionnews )

   

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